QUEL TERRIBILE VENERDI DA APOCALISSE

(2 AGOSTO 1985)

 

Certamente i giovinazzesi non potranno dimenticare con una certa facilità quel terribile venerdì del 2 agosto, allorché verso le ore 17,15 si registrò un pomeriggio da ... apocalisse. Il cielo all'improvviso si fa nero, quasi che fosse scesa la notte, si leva un forte vento - si parla dei 100-140 km all'ora - sulla città e sulla fascia fra la città e l'autostrada BA-NA si abbatte un ciclone di pioggia e grandine.

Una vera e propria tromba d'aria che investe senza mezzi termini Giovinazzo e l'entroterra.

In pochi minuti - che sembravano che non passassero mai - il ciclone ha divelto e abbattuto alberi, divelto numerose antenne, l'antenna di Radio Faro è stata piegata in due, sono crollati cornicioni, imposte e vetrate non hanno retto alla furia indescrivibile della grandine e della forza del vento, molte persone sono rimaste ferite dalla grandine. È mancata per un po' la luce per cui timore, paura hanno preso un po' tutti.

Lungo la costa molte imbarcazioni di pescatori, di turisti e di bagnanti erano in acqua nonostante la giornata, incerta sin dal mattino. Si è temuto per gli occupanti dei natanti. Ma grazie a Dio tutto è rientrato. I conti si fanno dopo che la tromba d'aria passa su altre zone fuori del centro abitato. Numerosi sottani risultano allagati, nel giardino pubblico giacciono a terra parecchi alberi secolari di pino, cipresso con grande tristezza e meraviglia dei cittadini; nell'agro giovinazzese molti alberi di ulivo, mandorlo e da frutta sono là a terra senza vita, le serre dei floricultori risultano danneggiate completamente. Alcuni operatori agricoli si lasciano rigare il volto da qualche lacrima. Gli stabilimenti balneari risultano distrutti, il Camping "Campofreddo" che aveva ospitato molti bagnanti che non erano riusciti a mettersi al riparo presso le proprie abitazioni, viene colpito da una massa di grandine tanto che molti erano coperti da macchie verdastre come se fossero stati colpiti "dal vaiolo".

Il muro di cinta del balcone del primo piano dello stabile che si affaccia sul Lungomare di Ponente, Via Durazzo e Via De Ceglie cade su alcune autovetture parcheggiate su Via Durazzo, causando grossi danni. Per fortuna le auto non erano occupate da persone.

La stessa serata presso la sezione dei Coltivatori Diretti si tentava di fare un primo bilancio: i danni si rivelavano ingenti.

. . . . Ora tocca all'ufficio tecnico del Comune di Giovinazzo delimitare e circoscrivere i danni subiti nell'agricoltura da quella indimenticabile tromba d'aria.


    da "Il Nuovo Tocco del Bambaun"   ANNO  I   N. 3/4

     (agosto/settembre 1985)