GRANDE ALLUVIONE CON ALLAGAMENTI
Il
13 novembre 1997 passerà sicuramente alla storia di Giovinazzo e sarà una data
memorabile per tutti i giovinazzesi per l'eccezionale fatto di cronaca.
Dopo
una giornata (12) di caldo eccezionale almeno per questo periodo autunnale,
sulla Puglia e in particolare sulla provincia di Bari si è abbattuto un
violento nubifragio di vaste proporzioni e di intensa portata.
Durante
le prime ore dell'alba c'è stata una improvvisa grandinata sulla zona e ne è
seguita una torrenziale pioggia durata alcune ore consecutive.
L'enorme
massa di acqua caduta ha trasformato tutte le strade del centro e dell'agro in
abbondanti corsi d'acqua e molti chiusini della fogna bianca a valle della
statale 16 sono saltati per la pressione. Inutile dire il disagio agli
automobilisti e ai pedoni.
Ma
le conseguenze negative del nubifragio abbattutosi a Nord della provincia di
Bari dovevano farsi notare sui centri della fascia costiera da Palese a Molfetta
dalle ore 10 in poi. Infatti l'abbondante acqua caduta non potendo essere
assorbita dal terreno perché ormai saturo, si è accumulata ed è scesa a valle
dalle Matine e dai crinali delle zone murgiane attraverso la lama, gli
avvallamenti, canaloni naturali, letti di torrentelli e ruscelli che ritornano
di tanto in tanto a rivitalizzarsi. E forse i danni provocati sarebbero stati
molto inferiori se l'intervento sul terreno da parte dell'uomo non fosse stato
negli anni scorsi, abusivo e sconsiderato modificando l'ordine morfologico -
geologico naturale per il deflusso delle acque abbondanti costruendo muri
continui in cemento armato per delimitare i confini delle proprietà terriere in
sostituzione dei muri a secco. Caso rarissimo si potrà dire, però può
accadere, perché imprevisti sono i risvegli della natura, ed una analoga piena
di acqua si è verificata nel lontano 1950.
Infatti sono state soprattutto le 4 barriere costruite dall'uomo che diventate dighe hanno creato enormi danni sui fondi esistenti a monte dell'Autostrada 14, della statale 16 bis, della linea ferroviaria Bari-Foggia costeggiata da una nuova strada e della statale 16, in quanto non sono stati programmati e attuati condotti, sbocchi o condutture al di sotto delle 4 vie di comunicazione per far defluire le acque piovane. Non potendo così defluire, l'acqua in numerosi punti ha raggiunto l'altezza di 1,5 metri creando seri pericoli alla circolazione stradale tanto che numerosi automobilisti sono rimasti con le loro auto in panne.
Tutte
le case sparse nell'agro giovinazzese nonché i vari depositi per attrezzi
agricoli sono rimasti isolati per l'intero giorno; il ponte ferroviario fra
Giovinazzo e S. Spirito all'altezza di Riva del Sole e la stessa stazione
ferroviaria erano completamente allagati per cui alcuni treni sono rimasti
bloccati per varie ore creando ritardi e disagio; tutti i complessi residenziali
siti fra Giovinazzo e S. Spirito hanno subito allagamenti con acqua alta fino a
1 metro; la stessa Giovinazzo per parecchie ore è rimasta quasi isolata in
quanto non è stato possibile raggiungere le città limitrofe proprio perché
tutte le strade di comunicazione in vari punti non erano completamente
transitabili.
Danni
enormi ed incalcolabili hanno subito le strutture ristoro-alberghiere quali
"Toruccio", "La Stella" in località Ponte e "Lafayette"
sulla statale Giovinazzo-Molfetta su cui si sono riversati milioni di metri cubi
di acqua.
A
monte della linea ferroviaria tra il km 632-633 in contrada Macchia di mare fra
Giovinazzo - S. Spirito si sono aperte anche due voragini che hanno potuto così
inghiottire migliaia e migliaia di metri cubi di acqua ed evitando così altri
danni nella zona.
E
la forza dell'acqua che si spostava è stata così veemente e spaventosa che
nella folle corsa ha tranciato numerose pareti a secco trasportando lontano
grossi sassi e riversando nel mare soprattutto il terreno, l'humus naturale dei
nostri fondi tanto che per due giorni consecutivi il mare si presentava con una
fascia di color marrone larga oltre 500 metri lungo tutto il litorale da
Giovinazzo a S. Spirito.
Se
molti alberi sono stati sradicati dopo il furioso passaggio dell'acqua
moltissimi presentavano le radici esposte all'aria, fra i sassi o sui lastroni.
Molte zone sono state trasformate in laghi artificiali per il deposito
dell'acqua che dopo alcuni giorni è stata assorbita lentamente facendo rinviare
la campagna olearia che quest'anno si presenta già con problemi in quanto non
è piovuto per otto mesi consecutivi e le olive sono ancora poco mature.
Inutile
dire che grazie al pronto intervento delle varie Forze dell'ordine i danni e
soprattutto i disagi dei cittadini sono stati alleviati. Infatti grazie ai
Vigili del Fuoco che con le idrovore hanno potuto contribuire, creando percorsi
alternativi, a far defluire l'acqua svuotando scantinati, fondi allagati,
facendo sopralluoghi su immobili invasi dalle acque e mettendo in salvo parecchi
automobilisti rimasti in difficoltà: grazie alle varie pattuglie dei
Carabinieri e della Polizia di Stato poste nei punti più strategici dove i
danni e i disagi alle persone sarebbero stati più numerosi e che hanno
contribuito a rendere il traffico meno pericoloso; ed infine un grazie a tutto
il Corpo dei Vigili Urbani che con grande sacrificio e sotto la pioggia battente
hanno reso alla collettività giovinazzese e non un servizio altamente sociale
nell'agevolare il traffico stradale, intervenendo sulle strade allagate e
salvando alcuni automobilisti, nonché provvedendo a sistemare divieti di
accesso con transenne su alcune strade dell'agro giovinazzese il cui manto stradale
era letteralmente scomparso.
Il
sindaco di Giovinazzo dott. Giuseppe Illuzzi ha comunicato con urgenza alla
Prefettura di Bari che in considerazione della gravità dei danni di cui molti da
accertare, venga dichiarato per Giovinazzo lo stato di calamità.
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da
"Il Nuovo Tocco del Bombaun" N. 9 / 10
(ottobre/novembre 1997)