LA CHIESA RURALE DI S. ANGELO CUSTODE
Alcuni mesi fa come è stato pubblicato sul nostro mensile, patrocinata dall'Assessorato regionale alla P.I. con la collaborazione del CRSEC di Giovinazzo si è svolta una mostra sull'Architettura delle chiese rurali di Giovinazzo.
Sono
stati presentati ai numerosi ed interessati visitatori, su pannelli schizzi,
relazioni tecniche, rilievi, fotografie dei vari complessi delle chiese rurali
che per lo più sono ormai in via di disfacimento e di estinzione.
Questo
mese, dedicato come è ormai tradizione, agli studi delle opere artistiche ed
architettoniche di Giovinazzo, intendo presentare una scheda della chiesa di
S. Angelo Custode costruita nel 1697.
Dal
fondo bibliografico dell'Archivio Diocesano di Giovinazzo, catalogato dopo un intenso
lavoro di certosino dall'amico dott. Michele Bonserio, preleviamo la seguente
scheda.
Questa
piccola e graziosa cappella rurale si trova nell'agro giovinazzese, in fondo alla
via Cappuccini, dopo lo stabilimento «ME.CA» e prima di giungere alla località
«Sette Torri», all'altezza dell'antico Casale Urassano in contrada Termiti.
Fu
fondata dal ricco e santo sacerdote don Vito Venturiero, il quale la dotò di
una rendita annua di 11 ducati e 48 grani.
Alla
morte del Venturiero, subentrò erede la famiglia Adinolfi, che ne assunse lo
ius patronato e gli obblighi derivanti.
Attualmente
la cappella è quasi abbandonata, ma ancora in discreto stato di conservazione.
Intanto
il Prof. Vincenzo Rucci nel 1980 dava alle stampe un volume «Iscrizioni Giovinazzesi»
e a pag. 42 tratta anche della chiesa S. Angelo:
ANGELE
SANCTE DEI PARVUM HOC TIBI PONO SACELLUM
ACCIPE:
ET ACCEPT MUNERIS ESTO MEMOR.
D.VITUS
VENTURERIUS
1697
"O
Angelo santo di Dio, ti dedico
questo piccolo tempietto.
Accettalo: e ricordati del dono ricevuto. D. Vito Venturiero 1697."
Inedita.
Questa iscrizione, dal tono realistico e alquanto confidenziale, è incisa
sull'architrave della porta del tempietto, dedicato all'Angelo Custode, fatto
costruire dal sacerdote Don Vito Venturiero, in località oggi detta appunto «Macchia
dell'Angelo».
Il
Daconto trovò negli Atti della S. Visita di Mons. Orlandi, (vescovo dal 1752 al
1775), esistenti nell'archivio della Cattedrale, interessanti notizie sulla
chiesetta e sulle rendite che il sacerdote Don Vito Venturiero lasciò alla sua
morte perché vi venissero celebrate delle messe.
«Tutta
la proprietà del Venturiero essendo poi passata agli Adinolfi, questi
subentrarono ne giuspatronato ed insieme negli obblighi. E' inutile aggiungere
che di questa cappella non v'é più traccia» (1). Tale affermazione fu ripetuta
da chi, dopo il Daconto si è occupato di antichità giovinazzesi (2).
La
chiesetta esiste tuttora, è attualmente di proprietà del sig. Gadaleta
Domenico ed è adibita a deposito di attrezzi agricoli.
La
si potrà un giorno riscattare e restituire al culto?
-
- - - - - - -
(1)
Daconto, pag. 60 e nota.
(2) Mostra
documentaria di Giovinazzo, Conversano e Turi - con note di B.M. Apollony Ghetti
- Bari 1969 pag. 34.
(Francesco
Palmiotto)
da
"Il Nuovo Tocco del Bombaun" ANNO IX N.
8
(agosto 1993)