CHIESA DI S. MARIA DI COSTANTINOPOLI


Subito dopo il voltone d’ingresso alla città vecchia di Giovinazzo, si incontra la piazza di S. Maria di Costantinopoli e l'omonima chiesa.

Nel 1505, durante un'epidemia di peste, tutta la città si votò a S. Rocco, con la promessa di edificargli una chiesa.

Nel 1528 l’Universitas di Giovinazzo, a proprie spese, edificò questa chiesa proprio sul suolo dove era l'antico seggio dei nobili e prima (almeno secondo il Marziani) il tempio di Minerva.

Ad attestarci la sua appartenenza all'Universitas è lo stemma coronato di S. Tommaso apostolo, protettore di Giovinazzo, sistemato sullo spigolo della fabbrica quasi a metà dell'altezza della facciata. Il santo è raffigurato con la corona nella mano destra e un libro nella sinistra. Restaurata nel 1598, la chiesa mutò il titolo in S. Maria di Costantinopoli. Contemporaneamente fu istituita una confraternita dello stesso nome da cui viene servita. Per diverso tempo fu anche sede delle riunioni assembleari dell'Universitas.

L'edificio, ad unica navata con piccolo ambiente laterale, è di piccole dimensioni, ha pianta rettangolare ed è realizzato completamente in pietra.

Possiede quattro altari. L'altare maggiore, di pregevole fattura, è dedicato alla Madonna  dell'Odegitria (SCHEDA 1).

È di forme settecentesche nella sua parte basamentale in pietra e più antico nella parte superiore in legno intagliato e dorato. Due colonne tortili decorate con capitelli a fogliame sostengono la trabeazione; il fregio è riccamente intagliato con testine di angeli e fogliame in rilievo; al di sopra, contenuto nella lunetta, è il fastigio a raggiera. Fregi riccamente intagliati stanno anche sulla parete con motivi che richiamano quelli delle colonne.

Non si hanno notizie storiche circa la commissione e la data di esecuzione dell'opera. Certamente è stata eseguita tra la fine del XVI secolo e l'inizio del XVII (periodo in cui la chiesa mutò titolo) da un intagliatore meridionale. Probabilmente di epoca più tarda sono le aggiunte come i gattoni laterali e il viticcio che corre intorno alla parete.

L'altare di destra, anch'esso settecentesco, è dedicato ai SS. Medici, realizzati in cartapesta dai leccesi Manzo all'inizio di questo secolo.

Gli altari di sinistra sono dedicati l'uno a S. Michele Arcangelo (SCHEDA 2) e l'altro a S. Antonio Abate (SCHEDA 3) in ricordo dell'unica chiesa di S. Antonio in piazza che, distrutta, venne annessa alla chiesa di S. Maria di Costantinopoli.

Possiede anche due statue lignee cinquecentesche, di autore ignoto: quella di S. Rocco, in memoria dell'antico titolo della chiesa e quella del Cristo orante che proviene dall'antica chiesa di S. Felice. Questa statua, conservata nella sagrestia, viene riesumata solo in occasione della processione dei Misteri.

Il soffitto, ligneo, è rivestito da un grande dipinto raffigurante l'incoronazione di Maria Vergine, la SS. Trinità e un folto stuolo di angeli reggigestoni (SCHEDA 5).

La chiesa conserva anche tre sepolcri.

Il più grande fu eretto dalla confraternita di S. Maria di Costantinopoli, come ci attesta la lastra incisa in lettere capitali: «HEIC SODALIUM SUB TITULO DIVAE MARIAE E CONSTANTINOPOLI DEFUNCTORUM CORPORA PIE FUNERATA TUMULANTU A.D. MDCCCXXVI».

Gli altri due sepolcri furono, invece, adibiti alla sepoltura dei devoti. Nel 1979, a cura della Pro Loco, sono stati effettuati alcuni scavi che hanno portato alla luce molti resti umani e anche una colonna penitenziale, la cui provenienza è ignota.

La facciata si presenta con blocchi squadrati e martellinati.

Sull'asse della medesima si apre un portale sormontato da un timpano circolare e nello spazio da esso delimitato è sistemata la scultura in pietra della Madonna con Bambino benedicente, risalente alla prima metà del XVI secolo. Ancora in asse alla lunetta del portale è collocata la scultura del Cristo redentore (coeva alla statua già citata) e il rosone.

La facciata si conclude con un semplice fregio rettilineo lievemente aggettante, che riporta la seguente iscrizione:

«AD HONOREM DIVAE MARIAE DE COSTANTINOPOLI A.D. 1657»

La chiesa ha anche un piccolo campanile a bulbo con in cima una croce e una sorta di banderuola, rappresentata da un galletto, che si muoveva a seconda della direzione dei venti.

Sul fianco della chiesa, che, a differenza della facciata, si presenta con conci di pietra appena abbozzati, si apre una porta e due finestre semicircolari. Sempre sul fianco della chiesa, incastonato nello spigolo è un piccolo bassorilievo (certamente opera di un artigiano locale) raffigurante la Madonna con Bambino. La data sottostante (1528) ci permette di datarla con certezza.

Infine è da segnalare la bella statua di S. Cristoforo, posta in una nicchia a destra della facciata della chiesa, commissionata nel 1763 dal ricco mercante Leonardo Rodogni allo scultore Antonio Alteri (SCHEDA 6).

Al fine di un'esauriente descrizione della chiesa, si riportano di seguito le schede delle opere in essa conservate. (*)

(*) Esprimo il più sincero ringraziamento al dott. Michele Bonserio per la sua preziosa collaborazione e per la sua disponibilità.

 

 

SCHEDA 1 - LA MADONNA DELL’ODEGITRIA

Provincia e Comune: Bari - Giovinazzo

Luogo di collocazione: Chiesa di S. Maria di Costantinopoli (altare maggiore)

Provenienza: Ubicazione originaria

Oggetto: Dipinto raffigurante: la Madonna dell'Odegitria

Epoca: Prima metà del Sec. XVII

Autore: Pittore pugliese

Materia: Olio su tela

Misure: cm 140 x 170

Stato di conservazione: Buono

Descrizione: Il dipinto rappresenta la Madonna dell'Odegitria tra figure di angeli. La Madonna con manto azzurro sul capo, è recline verso sinistra e appoggia la guancia contro quella del Bambino benedicente, che regge seduto sul braccio destro.

NOTIZIE STORICO-CRITICHE

Il dipinto, doppiamente incorniciato e racchiuso nell'ancona dell'altare maggiore, è probabilmente copia di una tavola bizantina andata perduta.

Non si hanno notizie precise sulla commissione e sulla data di esecuzione dell'opera. Certamente risale all'epoca in cui la chiesa mutò titolo ed è opera di un pittore pugliese. 

 

SCHEDA 2 - S. MICHELE ARCANGELO

Provincia e Comune: Bari - Giovinazzo

Luogo di collocazione: Chiesa di S. Maria di Costantinopoli (secondo altare a sinistra)

Provenienza: Ubicazione originaria

Oggetto: Dipinto raffigurante: S. Michele Arcangelo

Epoca: Seconda metà del Sec. XVII

Autore: Carlo Rosa

Materia: Olio su tela

Misure: cm 200 x 300

Stato di conservazione: Buono

Descrizione: Il dipinto rappresenta S. Michele Arcangelo che uccide il drago. Il santo vestito da guerriero ha nella sinistra lo scudo e nella destra la spada levata per colpire il drago. Il volto è un po' chino verso terra, le ali sono dorate dalla luce, il mantello svolazzante dietro il santo. In basso a sinistra è dipinto lo stemma civico di Giovinazzo per indicare che la tela è di proprietà del Comune.

Iscrizioni: Sul bordo esterno dello scudo del santo si legge la firma dell'autore: «CAROLUS ROSA».

NOTIZIE STORICO-CRITICHE

La tela, in cornice di legno intagliata e dorata con foglia scolpita in rilievo negli angoli, fu eseguita da Carlo Rosa tra il 1665 e il 1675 su commissione dell'Universitas di Giovinazzo.

Il tema è tratto dall'anonimo maestro che eseguì il dipinto dello stesso soggetto nella chiesa di S. Martino a Napoli.

Nel 1964, in seguito ad un incendio, fu parzialmente distrutto dal fuoco. È stato restaurato dal conversanese Diego Iudice, a spese del Comune di Giovinazzo. 

 

SCHEDA N. 3 - S. ANTONIO - S. DONATO - S. LEONARDO

Provincia e Comune: Bari - Giovinazzo

Luogo di collocazione: Chiesa di S. Maria di Costantinopoli (primo altare a sinistra)

Provenienza: Dalla distrutta chiesa di S. Antonio

Oggetto: Dipinto raffigurante: S. Antonio, S. Donato, S. Leonardo

Epoca: Sec. XVIII (datato 1721)

Autore: Saverio De Musso

Materia: Olio su tela

Misure: cm 170 x 230

Stato di conservazione: Buono

Descrizione: I tre santi sono raffigurati in piedi. A sinistra S. Antonio Abate con il bastone recante in cima il campanello: ai suoi piedi è raffigurato il maiale, che veniva sacrificato in suo onore. Al centro S. Donato in paramenti vescovili, regge in mano la luna. A destra S. Leonardo, che reca in mano le catene.

Iscrizioni: In basso a destra si legge la firma dell'autore: «SAVERIO MUSSO FECIT 1721».

NOTIZIE STORICO-CRITICHE

II dipinto, in cornice nera, è collocato sul primo altare a sinistra. Secondo il Marziani fu trasportato qui dall'antica chiesa di S. Antonio in piazza, quando essa fu distrutta e annessa a S. Maria di Costantinopoli. Non è un caso, infatti, che il dipinto raffiguri S. Antonio Abate. Riguardo agli altri due santi raffiguranti: S. Donato è il protettore degli epilettici (per questo è raffigurato con la luna); vi era, infatti, l'usanza di imporre come primo nome Donato a chi era affetto da questa malattia. S. Leonardo, protettore dei carcerati, è raffigurato forse a ricordo della presenza in piazza del carcere ducale.

La tela fu eseguita da Saverio De Musso nel 1721.

 

SCHEDA N. 4 - LA NATIVITA’

Provincia e Comune: Bari - Giovinazzo

Luogo di collocazione: Chiesa di S. Maria di Costantinopoli (posta sulla parete tra i due altari di sinistra)

Provenienza: Ubicazione originaria

Oggetto: Dipinto raffigurante: la Natività

Epoca: Sec. XVIII

Autore: Giuseppe De Musso

Materia: Olio su tela

Misure: cm 150 x 210

Stato di conservazione: Buono

Descrizione: La Vergine seduta in trono regge il Bambino sulle ginocchia e chinata verso di lui è in atto di sollevare il velo che lo ricopre. A destra S. Giuseppe appoggiato sul bastone, si sporge in avanti e fissa Gesù. A sinistra e sullo sfondo gruppi di pastori. In alto angeli, fra i quali uno spiega un cartiglio sul quale si legge: «GLORIA IN EXCELSIS DEO».

Iscrizioni: In basso a destra si legge la firma dell'autore: «G. MUSSO».

NOTIZIE STORICO-CRITICHE

Non si hanno notizie storiche precise circa la commissione e la data di esecuzione del dipinto.

La tela fu eseguita da Giuseppe De Musso tra il 1710 e il 1770. È un dei migliori dipinti dell'autore sia dal punto compositivo che stilistico.

    

SCHEDA N. 5 - L’INCORONAZIONE DI MARIA VERGINE

Provincia e Comune: Bari - Giovinazzo

Luogo di collocazione: Chiesa di S. Maria di Costantinopoli (soffitto ligneo)

Provenienza: Ubicazione originaria

Oggetto: Dipinto raffigurante: l'Incoronazione di Maria Vergine

Epoca: Sec. XVIII

Autore: Giuseppe De Musso

Materia: Tela

Misure: cm 250 x 500

Stato di conservazione: Buono

Descrizione: Rappresenta l'incoronazione di Maria Vergine, la SS. Trinità e un folto stuolo di angeli. Il Padre Eterno, a destra, e Gesù a sinistra tengono sospesa la corona sul capo della Vergine, che stando ad occhi bassi, spalanca le braccia in atto di adorazione. Più in alto la colomba fra due agnelli; in basso un gruppo di angeli musici.

NOTIZIE STORICO-CRITICHE

La tela, di grandi dimensioni, è posta centralmente sul soffitto ligneo. L'intera composizione è pregevole sia per le caratteristiche di stile che per le tonalità di colore. All'inizio la tela fu attribuita a Carlo Rosa, ma la composizione ariosa se non disinvolta, fanno pensare che l'opera sia uscita dalla bottega dei fratelli De Musso.



SCHEDA N. 6 - STATUA DI S. CRISTOFORO

Provincia e Comune: Bari - Giovinazzo

Luogo di collocazione: Chiesa di S. Maria di Costantinopoli (in una nicchia a destra della facciata)

Provenienza: Ubicazione originaria

Oggetto: Statua raffigurante: S. Cristoforo

Epoca: Sec. XVIII (datata 1763)

Autore: Antonio Altieri

Materia: Pietra patinata in bronzo

Misure: cm 320

Stato di conservazione: Buono

Descrizione: La statua raffigura S. Cristoforo, che appoggiandosi al bastone, sorregge sulla spalla destra il Bambino benedicente, che a sua volta sorregge il globo sormontato da una piccola croce.

Iscrizioni: Il testo, contenente la data e il nome del com­mittente, è inserito nel cartiglio soprastante la nicchia «CHRISTUM ORBEM REGENTEM - CHRISTOFHORUM CHRISTUM STANTEM - PERPETUAM AD SUAE DEVOTIONIS MEMORIAM - D. LEONARDUS RODOGNI - HOC IN SIMULACRO SUO ERECTO IMPENDIO - COLENDUM VENERANDUM POSUIT - KALENDAS MARTII MDCCLXIII».

  NOTIZIE STORICO-CRITICHE

Questa statua dalle mastodontiche dimensioni è opera di Antonio Altieri, un artigiano giovinazzese vissuto nel XVIII secolo.

La figura, sebbene corposa, vive di un intenso misticismo e al movimento convenzionale contrappone un'acuta individuazione psicologica del volto sorpreso per il peso del Bambino.

La scultura, come si legge nell'epigrafe, fu commissionata ad Antonio Altieri da un ricco mercante locale Leonardo Rodogni, detto, per le sue origini, «il coratino». Probabilmente le sue origini devono aver determinato la commissione del S. Cristoforo, che all'epoca era il compatrono di Corato.

Al Rodogni l'Universitas, il 9 novembre 1754, aveva dato in concessione la Chiesa di S. Maria di Costantinopoli, perché potesse erigere nove cappellanie.
 

(Anna Bellino)

  da "Il Nuovo Tocco del Bombaun"   ANNO VI   N. 8

(agosto 1990)