LA FONTANA MONUMENTALE
(...alcune
note storiche tratte dall'importante Archivio Storico Comunale dal dott. Michele
Bonserio)
.
. . . Dal
Fascicolo 1, Faldone n. 378, leggiamo che essa venne inaugurata il 19 agosto
1933. Il progetto, a firma dell’illustre concittadino prof. Tommaso Piscitelli
(1877-1956), fu presentato il 21 febbraio 1932, mentre il 27 febbraio venne
approvato con delibera podestarile dello stesso anno.
Il
primitivo progetto subì alcune sensibili modifiche artistiche imposte dal comm.
Quintino Quagliati, allora Soprintendente alle Belle Arti di Puglia.
Si
volle opportunamente dare alla città un monumento avulso dal periodo storico
(regime fascista) e in perenne sintonia artistica con i tempi.
Difatti
alle tre sfingi-cariatidi si sostituirono sei nudi efebici, furono soppressi
anche i putti e il fascio littorio terminale.
Il
20 settembre 1932 venne stipulato il contratto per la costruzione della fontana,
mediante scrittura privata, tra il sig. Spada Giuseppe di Tommaso, presidente
del Comitato cittadino per la costruzione della fontana, e lo scultore
Piscitelli prof. Tommaso.
Fu
preventivata la spesa complessiva di L. 125.000, di cui L. 25.000 con il
concorso finanziario integrativo del Municipio di Giovinazzo, guidato dal Podestà
cav. Domenico Maldarelli.
Il
23 marzo 1933 furono approvate le seguenti modifiche al progetto, «a richiesta
di molti cittadini per una maggiore bellezza estetica della fontana in rapporto
alla vastità della piazza Vittorio Emanuele:
a)
i delfini da metri quattro sono portati a metri sei e centimetri sessanta di
sviluppo;
b)
le statue da metri uno e centimetri ottanta a metri due e centimetri
cinquantacinque di sviluppo;
e)
la vasca (in pietra di Trani, fu realizzata dal concittadino Vincenzo Illuzzi),
dal diametro di metri nove a metri dieci e centimetri quaranta (interno) e lo
spessore del parapetto da centimetri quaranta a centimetri cinquanta;
d)
la trave centrale di bronzo, invece che nuda, sarà rivestita di 24 piccole
conchiglie di bronzo e tre anguille pure in bronzo al vertice.
e)
le tre grandi conchiglie invece di fonderle a pezzi, come si era convenuto (la
fusione avvenne presso la villa di Capodimonte, residenza dell'artista
Piscitelli), fonderle tutte un pezzo onde si ha il peso di ciascuna di 17 o 18
quintali di bronzo invece di 6 o 7 quintali previsti;
f)
l'altezza della fontana invece che di metri 8 dal livello stradale, dev'essere
di circa nove metri...».
Vogliamo
cogliere e testimoniare l'insegnamento offerto dai nostri Padri, i quali
raccolsero, circa sessant'anni orsono, la somma necessaria alla realizzazione
della fontana.
Fu
fatta erigere maestosamente sullo stesso sito, ove sorgeva una cassa armonica,
sulla quale, in estate, si esibiva il glorioso Concerto Bandistico del Regio
Ospizio Vittorio Emanuele II, diretto dai vari maestri Preite, Macchitella,
Cozzolino etc. . . . . . .
da
"Il Nuovo Tocco del Bombaun" -
ANNO 7 N.
5
(maggio 1991)