LA TELA "S. FELICE IN CATTEDRA"
..... vorrei sottolineare uno degli aspetti che rendono, a mio avviso, lustro e interesse a quel Tempio di solarità che è la Chiesa di San Domenico in Giovinazzo ....
Aggirandoci in quegli spazi severi e luminosi, tra quadri e statue di un sorprendente realismo (come il Sant'Antonio o il Cuore di Gesù) che ci fanno pensare più ad una chiesa ispano-americana che ad una pugliese, possiamo ammirare, in alto a sinistra dell'altar maggiore, il «San Felice in Cattedra» di Lorenzo Lotto, tela di cm. 139 x 57 firmata dall'autore e datata 1542.
La stupenda monografia di Flavio Caroli, edita nel 1980 dal Gruppo Editoriale Fabbri e dedicata a «Lorenzo Lotto e la nascita della psicologia moderna», ci soccorre informandoci su quanto il Lotto stesso annotava nel suo «Libro dei Conti»: «16 giugno 1542. In Venezia. Die haver misser Aluise Catelan de Barletta duc. diece per caparra de una pala a tutte mie spese, legname, oro, et pictura in tre campi zoè: in al mezo Santo Felice Episcopo, da l'un canto Santo Antonio de Padua, e Santo Nicola da Tolentino da l'altro, et in un quadro alla sumità sia uno Christo pietoso... per precio de ducati trenta et più secondo parerà esser serviti a li Domini de Juvenazo...».
Come purtroppo accade, non sempre si ritiene che il proprio lavoro venga adeguatamente remunerato.
Ebbe così a lamentarsene il Lotto qualche mese più tardi nei confronti dei Giovinazzesi, cui fornì un'opera «quale valeva a buon mercato duc. 60 fato soto speranza di esser riconosuto».
Altro non sappiamo sulle vicissitudini attraversate dalla pala in oltre tre secoli di storia.
Certo è che distruzioni e dispersioni ne ridussero le dimensioni a quelle attuali: pian piano sia il Cristo pietoso che i poveri Sant'Antonio e San Nicola da Tolentino si defilarono verso chissà quali lidi orbando Giovinazzo della loro artistica presenza.
Anche il pannello riproducente San Felice avrebbe subito una ingloriosa fine se nel 1897, quasi un secolo fa, il Barenson non lo avesse scovato «tra gli oggetti di sbratto ammucchiati dietro l'altar maggiore».
Oggi, seppur meno considerato rispetto ad altre opere del bagaglio artistico giovinazzese, il «San Felice» costituisce un importante tassello del nostro patrimonio la cui tela e valorizzazione saranno il futuro impegno della gioventù giovinazzese.
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da
"Il nuovo Tocco del Bombaun"
ANNO 7
N. 10
(ottobre
1991)