MARINERIA
GLORIOSA
Ai tempi gloriosi si diceva che la stirpe italica era costituita fra l'altro da un popolo di eroi e di navigatori, forse per spingere i giovani all'ardimento, forse per tenere viva una tradizione che ineluttabilmente volgeva verso il declino.
Ebbene con la tradizione di «navigatori» la piccola Giovinazzo ben si poteva assidere tra quelle marinerie da traffico che vantavano più prestigiosi primati, più gloriose affermazioni, più ammirati ardimenti, sia pure entro l'ambito dell'Adriatico e dello Ionio e solo in parte del Mediterraneo.
I nostri armatori, essi stessi navigatori, e navigatori quando il vento o i remi erano gli unici propellenti delle navi, hanno in passato costituito un vero e proprio ceto, diciamolo pure superbo di sé, ristretto in una morsa, nella quale ben difficilmente si poteva essere ammessi se non con qualche sparuto matrimonio esterno, chè normalmente i connubi si combinavano tra appartenenti allo stesso ceto e perfino tra familiari, per lo più tra cugini.
Questo ceto dei marinai, diversi dai pescatori che costituivano una categoria a parte, anzi dai quali i primi attentamente tenevano a distinguersi, ha dato alla sua città ciò che forse gli altri non hanno dato, ciò che nessuno oggi avrebbe potuto sperare.
Peccato che il cosiddetto «porticciolo» soltanto oggi si sia potuto realizzare e non quando la nostra «Cala Porto» era fluttuante di natanti e rigurgitante di merci, febbrile di lavoro e forte era sentita la necessità di un rifugio sicuro.
Quello che non fu allora lo è oggi e va dato merito alle Amministrazioni di giovani che sono stati e sono al Comune se è stata quasi portata a termine un’opera che però, per essere completa, abbisogna di volontà grintosa, come si addice ai giovani.
Ed è a questi giovani di oggi che voglio ricordare che la marineria mercantile di Giovinazzo un tempo, quando Bari aveva solo 2 velieri e Molfetta appena quattro o cinque, Giovinazzo ne aveva ben 27 con una stazza di 4.060 tonnellate tra trabaccoli, velieri, velieri con motore ausiliario e motovelieri. A questi vanno aggiunti una sessantina di barchette da pesca.
Prima dell'agibilità del porto di Molfetta la flotta era rappresentata da bilancelle leggere (= «braccère»), che di volta in volta si tiravano a secco a fine di ogni viaggio, per essere poi varate per il successivo, ma una volta avuto il porto a Molfetta, queste navicelle leggere si trasformarono in trabaccoli, velieri, velieri con motore ausiliario, motovelieri ed invasero il porto, nel quale si pavoneggiavano quasi da padroni.
A fronte di questo glorioso passato, il ricordo non basta ad appagare la vocazione marinara del popolo di Giovinazzo, che, a continuo contatto col mare, ha finito col farne una seconda natura, che oggi già comincia a riversare nell'ottenuto porticciolo, ove ormai stazionano quasi in permanenza una decina di barchette da diporto, che si affollano di canotti e altri natanti nei «fine settimana».
Il fatto fa bene sperare che fin dal prossimo anno la flotta da diporto aumenti nella misura, in cui il porto diverrà più confortevole e ciò sia per la più genuina configurabilità della fisionomia di Giovinazzo sia per le sue migliori fortune folkloristiche ed economiche.
A puro titolo di memoria riporto qui di seguito i nomi degli armatori, delle navi e del tonnellaggio :
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Volpicella Gaetano Volpicella Michele Sciannamea Nicola Milillo Domenico fu G. Mastropasqua Vincenzo Camporeale Giuseppe De Fronzo Lorenzo Marolla Giosafatte Marolla Giuseppe Bonserio Diomede De Palo Savino Palmiotto Tommaso Milillo Vincenzo Bonserio Savino Camporeale Nicola Milillo Domenico di L. Milillo Domenico fu G. Lepore Giovanni Camporeale Michele Fiorentino Vincenzo Fiorentino Saverio Cosmai Luca Guastadisegni Angelo Bonserio Giuseppe Marcotriggiano Nicola Lepore Michele Camporeale Giuseppe
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Zapor Nuova Maria Papa Nicola Giovannina Bella Nuova Italia Crocifisso S. Nicola B. Maria Tersatti Ballila Bella Venezia Antenora Salvatore Silverio Padre Eterno Tre Fratelli Buona Fortuna Amata Teresina Angela S. Liberato La Caterina Fioravante S. Nicola Nuovo S. Paolo Angelina Nuovo G argano Nuovo Padre Eterno Gloria |
Tonn. 500 450 320 300 290 270 200 190 170 165 160 160 145 100 100 90 90 90 80 80 35 33 30 30 25 25 22 ---------- 4.060
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(avv. Giuseppe Camporeale )
da " ‘u Tammurre " Anno I N. 7 (Novembre 1981)